L'ho girata e ho notato che la foto in realtà era una cartolina. Gliel'aveva spedita dal fronte quella cartolina. Sulla carta la bella grafia, ancora chiara nonostante l'inchiostro sbiadito, riporta poche semplici parole.
Ricordati di me. Francesco.
Ecco io l'ho trovato molto dolce. Nonostante la letteratura riporta lettere d'amore molto più passionali e coinvolgenti. Io l'ho trovato molto dolce per tutto quello che c'è dietro queste poche parole, anche banali se volete. Fondamentalmente penso che non le avrebbe mai detto che la amava in modo esplicito (deve essere una caratteristica familiare ndr.) e questo era il suo modo di farglielo sapere.
C'è ad una donna a casa, sola, con i figli da accudire. Pensa a suo marito lontano, al fronte, sotto il fuoco nemico. Pensa che forse non lo rivedrà. Non perchè non voglia rivederlo: darebbe la sua stessa vita per poterlo abbracciare ancora una volta. Solo che così pensa di essere preparata nel caso... Chissà cosa sta facendo in questo momento. Lo immagina lì, al freddo, il volto provato dalle fatiche della guerra, quegli occhi che hanno visto cadere tanti compagni ora sono un po' meno blu. Mentre pensa a questo il postino recapita quella cartolina. E lei ritorna a vivere. Per un momento ritorna a vivere. Perchè lui è vivo e lei lo sa. Ora lo sa. Dice "Ricordati di me". Pensa "E come potrei dimenticarti". C'è qualcosa che li lega. E non parlo solo dei figli. C'è qualcosa che li lega,qualcosa che lui non le dice, ma che lei gli legge negli occhi. Per questo si ricorderà di lui per sempre, anche se non sa come finirà. Anche il giorno in cui è andato via, anche quello ricorderà per sempre. Gli ha detto "Cerca di non farti ammazzare". Anche lei non era molto brava con quelle parole, quelle che tutti gli altri si dicono senza problemi. E con quelle parole cominciava la guerra di lui, e il calvario di lei. Giorni e giorni ad aspettare notizie. A sperare che le notizie siano buone. A ripetersi di non illudersi troppo. E poi arrivano quelle poche parole e lei ritorna a vivere. Va dai suoi bambini a mostrar loro quanto è bello papà in uniforme.
C'è un'altra donna a casa, si prepara per andare a lavoro. E' passato tanto tempo dall'ultima guerra, eppure ci sono altre battaglie da combattere. Le piccole grandi battaglie di ogni giorno. Il capo schiavista, i figli da portare a scuola, il pranzo da preparare, la crisi. Ci mancava solo quella. E poi c'è lui. Lui che per trovare lavoro l'ha dovuto cercare in un'altra città. Si sveglia ogni mattina all'alba, si prepara in fretta, guarda i suoi bimbi che dormono ancora e guarda lei. E' così bella. Le ripete ogni giorno di fare attenzione con la macchina, di andare piano, di mettere la cintura. Lui pensa che lei porti un po' sfiga. Lei pensa che si sta soltanto preoccupando. Che oggi i nemici sono altri e non sono più clementi dei tedeschi. Lo vede uscire ogni mattina all'alba, ancora un po' assonnato per andare a lavoro. Ogni mattina prega che la strada, la velocità, l'asfalto sdrucciolevole, l'automobilista spericolato abbiano pietà di suo marito.
Poi arriva quella telefonata. "Sono arrivato, tutto ok." E lei ritorna a vivere. Perchè alla fine non è poi molto diverso che aspettare una lettera dal fronte. Quanto sono belle le donne che aspettano. Aspettano l'esito di una battaglia combattuta lontano mentre sono impegnate a dimenarsi nelle loro di battaglie. E come sono belli gli uomini che hanno qualcuno che li aspetta. Un pensiero che gli dà la forza di non mollare. E quando tornano a casa per cena, a casa con i bimbi che urlano c'è quasi la stessa aria di festa di quando ti annunciano "La guerra è finita".
Ricordati di me. Lo so che lo farai comunque, ma spero che tu capisca tutto il resto. E ti conosco abbastanza bene per sapere che la mia speranza non sarà vana. Ricordati di me. Io mi ricordo sempre di te,sei sempre nei miei pensieri. Sei il più luminoso dei miei pensieri in questa tenebra che ti risucchia la vita. Penso al tuo volto pallido, penso a quanta voglia ho di rivederlo. Penso che un giorno tornerò da te. Non so quando. Ma sapere che quel giorno arriverà e che tu sarai lì ad aspettarmi mi mantiene in vita. Ho visto tanto schifo qui giù. Ho visto tanti compagni cadere. Ho visto un uomo folle uccidere migliaia di innocenti. Ho visto quanto può essere scuro l'animo umano. Ricordati di me,Maria. Ricordati di me com'ero prima. Ricordatelo perchè dovrai ricordarlo a me quando potrò perdermi nei tuoi occhi ancora una volta. Quegli occhi che prima di tutti hanno inteso le parole che il mio cuore urlava a gran voce, ma che la bocca non ha mai neppure sibilato. Ti amo, Francesco.
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