Ed eccomi qui. Dopo tanto tempo. Io e una tastiera. Sarà perchè non ho voglia di dormire. O forse perchè ho voglia del mio mondo, quello che solo scrivere (e leggere) mi fa raggiungere.
Quel mondo dove non importa se la crisi economica ci attanaglia o se il governo sta per cadere. Quel mondo dove non sei solo un nome ed un cognome, ma paradossalmente esisti davvero.
Questa volta credo che non vi stupirò con frasi d'effetto o citazioni colte (ammesso che riesca a non citare nessuno). Questa sera il soggetto voglio essere io, perchè stasera di me mi sono curata troppo poco.
Perchè quando metti gli altri al primo posto finisce così.
Allora voglio curarmi di me. Per una volta. Parlare di me, anche se non amo farlo.
Io non mi ricordo di com'è avere quindici anni. Forse perchè non li ho mai avuti. Non intendo letteralmente.
Intendo che mentre quasi tutte le ragazze a quell'età fanno le frivole, si divertono, baciano, amano io non lo facevo. Perchè ero troppo impegnata a tenere insieme i pezzi, perchè dovevo essere matura e responsabile. Quando penso ai miei quindici anni provo una grande tristezza perchè non me li ricordo. Eppure sono passati solo cinque anni. Chiari e nitidi sono i ricordi della fanciullezza, ma del passato recente non ricordo nulla.
Perchè dico questo? Perchè penso che una a vent'anni dovrebbe vivere se si è capito quello che intendo.
Non è solo andare a ballare, ubriacarsi o andare a letto ogni sera con una persona diversa. E' andare a letto pensando: che bella giornata, oppure se dovessi morire ora vorrei aver fatto esattamente quello che ho fatto oggi. Questo capita quando vivi la tua vita da protagonista. Quando sei tu il soggetto della tua storia. Purtroppo questo sento che non sta capitando. E probabilmente finirà che non mi ricorderò di com'è avere vent'anni fra cinque anni. Guarderò con invidia alle ragazze più giovani di me perchè loro hanno vent'anni e vivono. Vent'anni e se lo ricorderanno. Mentre sto vivendo il mondo là fuori scorre. Il tempo passa. E io sto ancora una volta a guardare. Spettatrice della mia vita. Questo perchè molto spesso dimentico il fatto che il soggetto sono IO. Non è egoismo questo,no. E' vivere. Perchè la vita va avanti e se ne fotte se ci sei o no. Dimenticare gli altri. Difficile per un futuro medico. Ma è così che deve andare. Parole parole parole. Voglio troppo bene alle vite degli altri per accorgermi che la mia si sente un po' abbandonata. Allora cosa fare....momento della citazione attenzione attenzione...forse ha ragione Sartre quando parla dell'amore come misto di masochismo e sadismo. Siamo pronti a rinunciare a noi stessi per essere amati ma anche per amare. Rinunciare a se stessi per essere una amica, una sorella, una madre, un'amante. Interpretare un ruolo che ci sta stretto quando l'unico ruolo che si vorrebbe interpretare è quello della ragazza di vent'anni. La ragazza di vent'anni che vive i suoi vent'anni, che si comporta come le sue coetanee. Citazione citazione citazione (non ce la faccio proprio a vivere senza): "Perchè devo essere sempre io quella seria e responsabile? Perchè non posso essere l'irlandese affascinante che canta sempre?". Sarà che "Quando canti tu anche i cani abbaiano!" o forse perchè non sono irlandese. Non lo so. Sarà che la gente continua a prendersi pezzetti di me e un pezzo alla volta scomparirò. Bisogna invertire rotta. Bisogna. Bisogna che viva. "Perchè è vivere che voglio" (eh bè Baricco per forza!).
E' San Martino. Scorre il vino, scorre la vita e io non ci sono. C'è solo tanta gente che si è presa un pezzetto di me anche questa volta. Forse non mi ricorderò di questa serata fra cinque anni.
E mi viene solo da pensare a quella filastrocca che ti insegnano all'asilo...
"Caldarroste a San Martino innaffiate col buon vino"....

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