sabato 5 febbraio 2011

Amore e scacchi.

Il gioco degli scacchi è un gioco che richiede grande attenzione, concentrazione, disciplina e pazienza.
Soprattutto pazienza.
Il gioco degli scacchi ha poche semplici regole.
I bianchi partono per primi.
La regina bianca va su una casella nera e viceversa.
La torre, l'alfiere e il cavallo si muovono rispettivamente in linea retta,in obliquo e a "L".
La regina può muoversi come vuole,di quanti passi vuole ma in una sola direzione per volta.
Il re può muoversi come vuole,in una sola direzione per volta e un passo alla volta.
Bisogna capirlo, il re è uomo.
I pedoni possono muoversi solo in avanti, di un solo passo alla volta, al massimo due.
Praticamente tutto il gioco verte nel salvare la pelle al re.
Bisogna capirlo, il re è uomo.
Il gioco degli scacchi richiede grande attenzione,concentrazione,disciplina.
Provate voi senza attenzione,concentrazione e disciplina a giocare a scacchi.
Devi tenere a mente tutte le regole, devi prevedere tutte le mosse del tuo avversario, devi vagliare ogni possibile conseguenza delle tue azioni.
Molta attenzione, concentrazione, disciplina.
Ma soprattutto pazienza.
Bisogna saper attendere.
Attendere la mossa del tuo avversario.
E' lì che si vede il giocatore.
Sai che da quella mossa dipende tutto il resto del gioco. E come lo sai tu lo sa anche lui. Non può andare di fretta, non può.
Perché non può sbagliare.
Allora ti tocca attendere, e lo sai, nulla è più logorante dell'attesa.
In quei momenti cerchi di pensare con la sua testa. Di essere nella sua mente.
Ma, per quanto a fondo tu possa penetrare il suo sguardo, non saprai mai se quello che ti sferrerà sarà un colpo decisivo o se ti spianerà la strada verso una facile vittoria.
Allora, abbandonato il desiderio di capire, abbandonata la follia di prevedere, quello che ti resta da fare è attendere.
Attendere.
Attendere.
E devi avere pazienza altrimenti impazzisci.
Altrimenti la voglia di chiudere la partita ti farà fare una mossa avventata.
Un po' come l'amore.
L'amore non è un gioco.
L'amore richiede grande attenzione, concentrazione, disciplina e pazienza.
Soprattutto pazienza.
In amore non ci sono regole.
L'amore richiede attenzione perché non è facile da riconoscere. Quindi per riconoscerlo devi prestare grande attenzione o finirai per considerare tale un'infatuazione da niente.
Richiede concentrazione o meglio, tra gli umani, proprio perché l'amore non è un gioco, si preferisce usare la parola dedizione (quanta sottigliezza nell'usare una parola piuttosto che un'altra!).
Dedizione perché una volta trovato si deve fare in modo che non vada via, che non si sciupi, che non diventi scontato.
L'amore non è un gioco, perciò richiede disciplina e rispetto. Perché con l'amore prendiamo una vita tra le nostre mani, ma è una vita che deve fare il suo corso, comunque.
Non possiamo stringerla così forte da impedirle di respirare.
Provate voi senza attenzione, dedizione, rispetto ad amare.
Molta attenzione,dedizione,rispetto.
Ma soprattutto molta pazienza.
Bisogna saper attendere.
Una volta fatta la tua mossa devi attendere quella dell'altra persona con molta pazienza.
Ci vorrà del tempo.
A volte ci vogliono settimane, mesi, anni.
Cercherai di capire cosa pensa di te, cosa sente per te.
Ma non riuscirai a scoprire niente.
No.
E' peggio degli scacchi.
Lì la tua mente resta lucida.
E allora, abbandonato il desiderio di capire, abbandonata la follia di prevedere, quello che ti resta da fare è attendere.
Attendere.
Attendere.
E devi avere pazienza altrimenti impazzisci.
***
E' una partita che va avanti da un po'.
La fretta, l'impazienza mi ha fatto fare un sacco di mosse avventate e stupide.
Sono rimasti in pochi a difesa del mio castello.
Ora non si può sbagliare.
Bisogna essere pazienti. Attendere, con dignità.
Per quanto tempo possa durare, ogni partita prima o poi giunge al termine.
E anche questa finirà. 
Come non è dato sapere.
Ho fatto la mia mossa.
Ora attendo la sua.
Bisogna essere pazienti.
Anche se attendere è logorante.
Quella mossa deciderà il destino della partita.
Lo sa anche lui.

Chissà chi sarà a urlare "Scacco matto".



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